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Ciao a tutti!
Dopo aver abbandonato per quasi un anno il blog ho deciso di ricominciare a scrivere e finalmente a risistemare i vecchi post. Già ch c'ero ne ho creato uno nuovo e da oggi posterò diremmente lì
il nuovo indirizzo è


Parigi?? 14.518 km²??..11.174.743 abitanti?.. 14.518 km²950 Km??950 Km??una colonia bresciana!!!
Neanche a casa incontro per così tante persone in una sola giornata.
Ma andiamo con ordine.
1) Marco: non posso dire di averlo incontrato per caso, sono stato suo ospite per più di una settimana (a proposito, auguri!! Adesso non puoi più dire a Julià di avere un anno meno di me)
2) Andrea: un simpatico ometto che abita a meno di un km da me che ho conosciuto a Padova e incontrato semi per caso a Parigi
3) Annina: la mia cuginetta era un po? di tempo che meditava un trasferimento nella metropoli francese, ma non ci eravamo assolutamente messi d?accordo sui periodi.
4) Lorenzo: Erano 4 anni che non lo vedevo, mai mi sarei immaginato che incontrasse mia cugina nella metro
5) Un compagno del Liceo: Avete presente quando fissate una persona convinti di conoscerla? ?Ma come può essere, sono a mille chilometri da casa, chissà chi mi ricorda?. ?Ma tu?.sei Mondello??
6) Il fratello di Andrea: Non avevo collegato che hanno lo stesso cognome fino a quando non li ho visti insieme.
7) Gli altri 2 amici del fratello di Andrea: li avevo conosciuti anni fa durante l?autogestione dell?Arnaldo
Direi che può bastare


A Paris!!!!
Sono arrivato! Sano, salvo ed umido.
Sono partito martedì mattina verso le 10 (come al solito i buoni propositi di partire all?alba sono andati a farsi benedire) e sono arrivato alla frontiera verso l?ora di pranzo.
Como è una città molto carina, arroccata su un colle, dalla quale parte la statale due Svizzera, che scorre lungo il lago di Lugano, seguendo con curve dolci l?andamento dei monti a cui è appoggiata.
Mi sono fermato a pranzo a Bellinzona, tanto per cambiare in un bar pieno di soldati; la Svizzera è neutrale per definizione ma ha soldati sparsi ovunque, soprattutto in bar, ristorante, benzinai, aree di sosta, intenti a spostare qualcosa o trasportare strani mezzi.
Ho attraversato abbastanza velocemente il Canton Ticino, gustandomi le verdi valli da cartolina e il profumo di fresca primavera che veniva portato dal forte vento.
Ho iniziato presto la scalata del San Gottardo, e mano mano che salivo
la temperatura scendeva dai 32 gradi della valle ai meno 4 del passo, un freddo
che si belava (citazione romagnola)!
appena scavallato il passo sono entrato nel cantone dell?Uri,
caratterizzato da una pioggia torrenziale che non mi ha abbandonato per tutto
il giorno, l?incapacità della popolazione locale di capirmi,
l?assenza di personale nei distributori di benzina, un bel problema!
I distributori svizzeri prendono come taglio minimo 10 franchi, non so a quanto equivalgano in euro, ma sono più di 2 litri oltre la capità massima del mio serbatoio, oltre al fatto che in tasca avevo solo banconote da 20 euro. Disperso per l?Uri sono arrivato a Dagmersellen, uno sperduto villaggio (penso di aver capito che li definiscono così), dove come una apparizione celestiale mi sono trovato davanti un insegna: ?Pizzeria Fulmine?, se non parlano italiano lì dove lo devono parlare? Zuppo fradicio da una giornata di pioggia e demoralizzato per aver fatto poco più di 350 Km invece di 500, mi sono fiondato dentro, dove ho conosciuto un pizzaiolo Magrebino di origine francese che era stato fidanzato 15 anni prima per 3 anni con una pugliese. Parlava con un miscuglio di tedesco, francese, pugliese e nel frattempo chiedeva traduzioni al suo amico dall?arabo, non vi dico la fatica! Ho mangiato una pizza simile a stoppa, e visto che il diluvio tendeva ad aumentare ho deciso di fermarmi a dormire in zona, e difatti dopo una decina di chilometri ho trovato un bar-ristorante con la magica scritta ?Zimmer Frei?, i peggiori 53 euro spesi per un alloggio, ma gliene avrei dati anche 100 per una doccia calda ed qualcosa di piano dove stendersi.
Il giorno dopo mi sono svegliato carichissimo, pioveva ancora ma ero deciso a partire non più tardi delle 7,30 e di arrivare da Marco per le 18 al massimo. Visto l?autovelox del giorno prima e la rigorosissima tabella di marcia che dovevo rispettare, a malincuore ho deciso di prendere l?autostrada, dando stupidamente solo un occhiata veloce alla cartina e memorizzando il nome della prima tappa in italiano. Ho preso l?autostrada ad Olten, fermandomi a chiedere informazioni al primo autogrill per andare verso Basilea, che diavolo ne so io che Basilea all?italiana suona molto simile a Bienne in tedesco, una città dalla parte opposta. Come risultato ho fatto una deviazione di quasi 300 km e ho perso 4 ore molto preziose in queste situazioni. Trovata la strada giusta sono arrivato a Basilea verso le mezzogiorno, dove mi sono fermato per fare rifornimento. Probabilmente quel giorno doveva essere festivo perché non ho trovato nemmeno un benzinaio aperto, e il solito problema dei 20 euro era sempre presente. Il benzinaio era attaccato ad una concessionaria Maserati ? Ferrari, quindi sono entrato per cambiare i soldi, e una gentilissima signora prima mi ha cacciato dicendomi in perfetto italiano ?Non abbiamo niente a che fare con i benzinai noi? e poi alla mia richiesta del cambio ?Non sono mica una banca, vai a farteli cambiare da un'altra parte? dandomi poi le indicazioni stradali in tedesco. Salutata con il sorriso e un ?Tanta diarrea cara? sono riuscito dopo non poche peripezie a cambiare i soldi e fare benzina.
La Francia è scivolata velocemente senza intoppi, anche lei troppo umida, tanto che i muri d?acqua sollevati dai camion mi spostavano come fossi stato di carta, e mi riempivano la visiera di fango. Così conciato ho di nuovo sbagliato strada, allungandola di altri 150 Km. Nonostante questo sono riuscito ad arrivare nella periferia parigina alle 19, e a mettermi subito a caccia della basilica del Sacro Cuore, dove avevo appuntamento con Marco e i vespisti di Parigi. Uno di questi, Lorenzo, era stato contattato della regia di Italofancese per fare un apparizione-entrata-comparsata-cagata con Fabio Volo e le vespe, mah!
I vespisti al solito loro sono stati carinissimi, simpatici ed ospitali, ma la felicità per aver rivisto Marco e la mia fame di novità mi ha fatto completamente dimenticare di loro e li ho persi.
Ragazzi mi dispiace di non avervi neanche salutato, ci si vede su VOL, ciao a tutti.


Sono tornato!
Sono arrivato a Casa quasi tutto intero!
Il raid come al solito è stato una meraviglia, ho incontrato i soliti vecchi amici e qualche simpatica faccia nuova, percorso strade bellissime e divorato nuove curve.
Purtroppo questo raid è stato uno sfacelo dal punto di vista sfiga, a Bibo hanno fregato la telecamera, Pannokkia ha dovuto trapanare la serratura perché ha perso le chiavi, ed anche io ne ho passate delle belle.
Secondo giorno:
- Mi sono fermato meno di 3 minuti in farmacia e mi hanno rubato la mia amata giacca
- Senza giacca non ho potuto chiudere le maniche, ed una vespa mi è entrata pungendomi tutto il braccio
- Il disco del freno anteriore si è deformato
- Bruciato luce di posizione posteriore
- Rotto il portapacchi posteriore, che cadendo ha sbriciolato lo
- STOP con relative lampadine
- Laccetto del casco
- Parafango anteriore e pancia dx per una stupidissima caduta da fermo mentre facevo la staffetta
- Finito olio vicino a Bologna
- Rischiato di finire a secco in autostrada di notte
- Spezzato dado del portapacchi nel telaio
- Rotta una cerniera del bauletto
Direi che può bastare non credete?
Ed ora un augurio a quei simpatici personaggi che ci hanno preso di mira a Porto Sant?Elpidio: spero che con quella telecamera vi filmiate mentre legate ben strette le maniche della mia giacca e vi ci impiccate!


Purtroppo il mio tirocinio in 3° chirurgia sta per finire, e domani, insieme alla professoressa, dovremo tirare fuori tutto quello che abbiamo imparato in questi giorni.
Per me è stata più una gita, al contrario dei miei compagni non ho ancora le conoscenze adatte per usufruire al pieno delle esperienze che abbiamo fatto, ma una cosa l?ho capita.
L?ospedale puzza!
L?entrata puzza di gas di scarico delle macchine in sosta, che aspettano i parenti appena dimessi, il corridoio puzza di mensa, l?ascensore ha un odore di ascelle miste a peti, e il reparto ha il classico odore di disinfettante.
Ma l?odore di cui è più pregno è la puzza di tirocinante. I tirocinanti puzzano.
I tirocinanti del terzo anno puzzano di paura, quando si trovano spaesati per i corridoi, incapaci di chiedere informazioni per timore di essere scoperti impreparati da un chicchessia pseudo professore, l?odore diventa più acre quando lo specializzando di turno saggia le loro conoscenze di semeiotica con qualche domanda, giusto per capire il livello di preparazione del gruppo. La puzza di vero terrore si sente quando sono abbandonati da soli con un paziente per cominciare l?interrogatorio dell?anamnesi, e peggio ancora quando devono chiedere alla loro vittima/carnefice di spogliarsi per passare all?esame obiettivo.
I tirocinanti del quarto, invece, puzzano di superbia. Si aggirano sicuri per i reparti con passo deciso, consci dell?importanza del proprio senso dell?orientamento, fondamentale in questo campo. Ridono e scherzano in corridoio e sanno perfettamente dove si trovano le macchinette del caffè, con i loro camici perfetti e lo stetoscopio alla moda.
I tirocinanti del quinto e del sesto sono diversi, penso che faccia parte di un processo evolutivo. Quelli del quinto sono le ombre dello specializzando e del professore, li seguono in fila indiana senza fiatare, mentre quelli del sesto assumono anche una postura leggermente curva, in modo da nascondersi uno dietro l?altro ed essere pronti ad inginocchiarsi quando si incrocia uno dei capoccia. Questi puzzano di fiatella da culo, si sono resi conto che se non ti prostituisci non impari e non vai più avanti.
Cosa decisamente diversa sono quelli del tirocinio post-laurea, essi sono asettici. Sono dei fantasmi che cercano di mantenere il più possibile l?invisibilità, si nascondono dietro di noi per celare la loro presenza, per paura che qualche interno decida di fargli fare qualcosa che ovviamente non sono ancora in grado di fare o per paura di fare brutta figura. Si riempiono il taschino di penne, in modo da celare la scritta ?Dott? che capeggia sul bordo, in modo da non essere importunati dai petulanti pulcini spaesati del terzo o da pazienti e familiari che si sono perduti.
Gli specializzandi puzzano di sonno, di caffeina, di sigarette mezze fumate, di deodorante spruzzato attraverso i vestiti, di ?Padana Everest? troppo inamidate, di gel per cercare di mascherare la rivolta di capelli da troppo tempo non pettinati. Si riconoscono con un colpo d?occhio, oltre ad essere distrutti dalle 26 ore dei turni di guardia sono gli unici a non sembrare pazienti a cui è stato buttato addosso un camice. Sotto la tunica lisa infatti portano gli zoccoli e la divisa da interno, oltre ad avere sempre qualche foglio e qualche penna che cerca di evadere da ogni tasca.
Adesso devo mettermi davvero sotto, basta cazzate, voglio sapere dove sono le macchinette del caffè, e perché no? Voglio aver bisogno del deodorante anch?io!


Che meraviglia!
Mi ero dimenticato cosa si prova a liberarsi dalle scatole un esame schifoso. Questa settimana ho fatto lo stacanovista, tra mercoledì e giovedì mi sono dato tre esami, e due di questi li ho fatti fuori.
Ho fatto fuori la mia bestia nera STATISTICA!
Dimmi se è possibile rischiare di andare fuori corso per una materia fondamentalmente inutile (la parte che ci interessa viene comunque riproposta in epidemiologia) e soprattutto metterci 3 anni per passarla con 7 dico 7 tentativi!
L?altro mostro (niente in confronto alle materie che devo portare nelle prossime due sessioni) è stata biochimica medica, che soddisfazione sbattere il libretto in faccia ad una prof che esordisce dicendo:? Eccone un altro problematico?.
Tiè iena!
Purtroppo biologia molecolare non è andata, meglio così, se no mi sarei montato la testa e sarei andato in giro sparando diagnosi e prescrivendo antidiarroici.
Fatto questo lunedì comincio il TIRO AL CIGNO!
A quanto ho capito dovrei presentarmi lunedì mattina alle 8 (credo) in 3° chirurgia, speriamo bene!
Sono carichissimo e ho un buon umore che non si vedeva da tanto tempo.
Sono anche totalmente sgrammaticato e scrivo frasi a caso
Chissenefrega, ciao ciao


Cosa canta il soldato soldatino
dondolando dondolando gli scaponi
seduto con le gambe ciondoloni sulla tradotta
che parte da Torino
macchinista del vapore
metti olio nei? stantuffi
della guerra siamo stufi
a casa nostra vogliamo andare
Soldatino canta canta
Cavalli 8, uomini 40
Soldatino canta canta
Cavalli 8, uomini 40
Sento che ho fame
e il sole sta per tramontare
passo lo staccato e una pallottola mi sibila accanto
i russi ci tengono d?occhio
corro e busso alla porta dell?Isbev
entro
soldati russi
armati
stella rossa sul berretto
io ho il fucile
e li guardo
loro mangiano
prendono col cucchiaio di legno dalla zuppiera comune
mi fissano con il cucchiaio sospeso in aria
?Nieco chiechi ajiesti?
datemi da mangiare
una donna mi riempie il piatto di latte e miglio
faccio un passo avanti, metto il fucile in spalla
mangio
i russi mi guardano
non fiata nessuno
solo i cucchiai
?Spasiba?
?Bojasta?
mi guardano uscire senza che si siano mossi
così è andato questo fatto
nel febbraio 1943 durante la ritirata di Russia
e oggi a pensarci
non mi sembra affatto strano
sono entrato, ho chiesto permesso
in quel momento non eravamo nemici
Soldatino canta canta
Cavalli 8, uomini 40
Soldatino canta canta
Cavalli 8, uomini 40
Soldatino canta canta
Cavalli 8, uomini 40
Soldatino canta canta
Cavalli 8, uomini 40
Soldatino canta canta
Cavalli 8, uomini 40
Soldatino canta canta
Cavalli 8, uomini 40
Soldatino canta canta
Cavalli 8, uomini 40
Soldatino canta canta
Cavalli 8, uomini 40
Soldatino canta canta
Cavalli 8, uomini 40
Soldatino canta canta
Cavalli 8, uomini 40
Sergent Majur ghe arriverem a baita?
io
gli dicevo di si
gli dicevo sempre di si
Marco Paolini e i Mercanti Di Liquore
Mario Rigoni Stern


Lo sputo sulla mano
si asciuga,
subito
Lo sputo in terra poi, diventa fango
e Dio ci impasta Adamo
Lo sputo contro il muro era rosa,
di sangue
Lo sputo per la fame è duro e bestemmia
Lo sputo contro il viso io non l?ho mai saputo fare
e neanche dentro un piatto
Lo sputo contro vento
molte volte
assolo
senza amore
Lo sputo tiene insieme tutto quello che ho scritto
Marco Paolini
Sputi 2004


Come mi chiamo?
Mi è tornata la crisi d?identità.
Oggi ha telefonato un volontario dell?AVIS:
A? Buongiorno cercavo il signor Giuseppe Mondello, è in casa??
B?No non è in casa. Cioè si un momento. Mi scusi sono in casa, sono io?
A?E? sicuro? Hi hi hi?
B?Mi scusi, è la mia solita crisi d?identità, non si preoccupi, mi dica?
Giovedì stavo dando un passaggio ad una mia compagna di corso quando si è affiancata una mia vecchia amica per salutarmi: ?Ciao Luca!? e la mia compagna: ?No, Giuseppe?, ha ingannato la prima ed è scappata. Vallo a spiegare che mi salutava.
La cosa più imbarazzante è la fama di terrone fancazzista che mi hanno appioppato nelle segreterie studentesche mentre facevo le 150 ore. Ho spiegato un sacco di volte alle segretarie dell?ufficio il problema del mio nome, ma puntualmente quando avevano bisogno di me ed ero nell?altro ufficio la scena era sempre la stessa: ?Giuseppeeeeeeeeeee. Ciiusseppeeeeeeeeeeee. Ma dove cazzo si è cacciato. Giusè! Ah qua sei? Ma che sei? Sordo? Vieni, non ti nascondere, che c?hai da fare?
Ci sono anche dei lati positivi però
La rivista del Vespa Club mi arriva in doppia copia, una per Giuseppe ed un?altra per Luca
Al liceo ho fatto credere a due miei compagni che quello che alle medie stava nella classe in fondo al corridoio, e che chiamavano Luca, in realtà era mio fratello. Si, siamo 2 omozigoti, non te l?ha mai detto?
Ancora oggi hanno dei dubbi, non sono mai stati due geni
Dal notaio.
Dopo due ore per scrivere l?atto e una buona mezz?ora per leggerlo tutto finalmente il notaio ce lo passa per farcelo firmare. Firma mia zia. Firma mio zio. Firma mia mamma che facendomi gli occhiacci mi dice ?Leggibile Luca! Mi raccomando!?, con la pietosa calligrafia da prima elementare che mi viene quando mi sforzo di scrivere chiaro firmo: Giuseppe Luca Mondello.
Lo prende in mano il notaio ed esclama.: ?Ma porca miseria! Chi è Giuseppe Luca Mondello!?
?Penso di essere io, perché??
?E no! Dammi di nuovo la carta d?identità e il codice fiscale.?
?C?è qualcosa che non va??
?Da dove salta fuori Luca??
?Guardi, la colpa è sua? indicando la mamma
?C?è un errore, su qualche documento ci sono tutti e due i nomi, su qualcun altro uno solo?
?Mi scusi, ma allora come mi chiamo??
?Beh, la situazione è complicata, per ora fa fede il codice fiscale, quindi solo Giuseppe. Dobbiamo riscrivere l?atto e rifirmarlo tutti, mi raccomando firma solo Giuseppe stavolta?


?Ah, te la cavi con il computer? Io lo prendo a calci molto spesso, quando si blocca o non riesco a fare quello che vorrei mi arrabbio tantissimo. Che bello dev?essere non incazzarsi con questa stupida macchina?
A questo punto la mia ulcera è scattata in piedi e ha tirato un cazzotto sulla mascella mandando al tappeto lo stronzo.
?Mi incazzo ancora di più pezzo di certino! Tu ti arrendi per ko tecnico, io ci perdo una notte con travasi di bile ed incazzature da manuale perché il sistema l?ho fatto io, e non capisco perché diavolo non funziona!?
Risposta reale: ?Ci vuole pazienza, vedrà che con il tempo ci
prenderà la mano, è solo una questione di costanza.?




Domenica 3 Settembre
Stamattina c?è parecchia confusione, nessuno sa di preciso che cosa si farà nelle prossime ore, qualcuno dice che partiremo tra un ora per fare un giro nei colli qui intorno, qualcun?altro è sicuro che per le undici saremo tutti a casa. Ho passato tutta la mattina in attesa, salutando di tanto in tanto chi decideva di tornare a casa. È passata quasi tutta la mattina, e il folto manipolo di manigoldi si è ridotto a meno di dieci persone, e così invece di andare a fare il famoso giretto per i colli abbiamo optato per fare fuori le salamine avanzate la sera prima.
Ci siamo diretti verso ?La tana del Maver? o meglio la sede del vespa club di Guastalla, una cascina riadattata a bar-ristorante-officina-sala giochi. Mentre Maver e Piccio preparano il barbecue mi stravacco insieme a Luca su una catasta di legna, sembrerà strano, ma al contrario delle aspettative è comodissima, tanto che sia io che Luca ci siamo addormentati subito. Dopo l?ennesima mangiata a base di carne decido di unirmi al gruppo di milanesi per fare un po? di strada insieme, ma dato che il mio bagaglio è decisamente più ingombrante del loro, mi metto in moto pochissimi minuti dopo di loro, e spudidamente aumento l?andatura per raggiungerli, questo mi fa calare l?attenzione, e mi accorgo troppo tardi del passaggio a livello nascosto dopo la curva. Normalmente prendere un dosso a 70 all?ora non è un grosso problema, un saltino e una culata, nulla di più, ma quando hai quasi 60 chili di bagaglio la cosa è ben più impegnativa. Il salto sono riuscito ad impostarlo bene, ma l?atterraggio è stato disastroso: lo zaino ha oscillato pericolosamente e si è sbilanciato sulla destra restando sbilenco su un fianco, il nuovo portapacchi che avevo fissato sul bauletto si è sganciato ed è caduto a terra piegandosi, ma la cosa che più mi ha messo in difficoltà è stato il portapacchi anteriore, quello con il borsone con la tenda e il materiale da campeggio per intendersi, che si è sganciato ed è caduto sul parafango rendendo assolutamente inguidabile la vespa. Con la ruota che ondeggiava a destra e sinistra sono riuscito a fermarmi senza cadere. Temendo le peggiori rotture sono sceso e ho controllato i danni, per fortuna è tutto a posto, solo un paio di graffi sul parafango ma niente di rotto. Risistemo i bagagli e riparto, fregandomene di raggiungere i milanesi, cosa sono duecento chilometri in confronto a tutta la strada che ho fatto in questo mese?
Procedo piano lungo la statale, non nascono che ho una certa emozione nel riconoscere i nomi dei paesi, ed un brivido quando dopo tanto girovagare vedo per la prima volta in cartello Brescia. Non nascondo che ho emesso un gridolino di felicità quando sono entrato in città, ma al tempo stesso un sapore amaro mi è arrivato in bocca, il mio viaggio è finito. Sono molto felice per essere arrivato a casa, soprattutto per esserci arrivato quasi intero, ma sono certo che queste emozioni mi mancheranno parecchio, e non vedo l?ora di ripartire per un'altra esperienza simile.
Grazie a tutti, a chi mi ha ospitato in giro per l?Italia, a chi mi ha sopportato mentre nei giorni precedenti alla mia partenza non parlavo d?altro, a chi mi sopporta adesso mentre lo annoio con i miei aneddoti di viaggio, a anche a te se sei riuscito a leggere fino a questo punto.
Al prossimo viaggio
Ciao ciao


Una puttana di colore, fasciata in un abito aderente rosa fucsia, con i capelli stirati e colorati da bionda svedese, mi appare come un miraggio notturno nel cono di luce di un lampione isolato. Non posso esimermi dal rallentare per godermi lo spettacolo, ma cerco di farlo nel modo più discreto. Ha due tette enormi strizzate in un vestito troppo stretto. Con la sua esperienza intuisce le mie intenzioni: fa un passo verso la strada, mi sorride e si porta due dita alla bocca mimando di soffiarmi un bacio. Con l?altra mano si prende il bordo della ridottissima sottana e la solleva di colpo, protendendo in avanti il bacino, mettendo in bella mostra una lunga appendice d?ebano che le pende tra le gambe... anzi, a questo punto è meglio dire che ?gli? pende tra le gambe! Gli sfilo accanto lentamente ed a fatica riesco a distogliere il mio sguardo sbigottito da quella sorprendente novità! Dice qualcosa di incomprensibile per poi scoppiare in una risata sguaiata, continuando a gridare cose che non comprendo. Accelero andandomene il più velocemente possibile, spiazzato da quell'inatteso colpo di scena. Mi allontano dal lampione e sono subito inghiottito da quella che ora apprezzo come una rassicurante oscurità, solo parzialmente rischiarata dall'incerta luce del fanale della mia Vespa.
E? notte fonda, ma con questo caldo la voglia di andare a letto per rigirarsi sudando nelle lenzuola è ai minimi termini. Mi attardo in cucina nonostante io sappia perfettamente che la sveglia suonerà tra poco più di tre ore. La finestra è spalancata ma non gira un filo d'aria. Solo il rumore di qualche rara automobile che sfreccia indisturbata rompe il silenzio della notte, scandito dal tic tac di sottofondo dell'orologio appeso sopra la porta. Apro con cautela gli sportelli dei pensili, attento a non far rumore, alla ricerca di chissà che, come se non sapessi a memoria quel che contengono.
È stata una bella serata. Da casa mia ci impiego più di un'ora di Vespa per arrivare in centro a Milano, ma in questa stagione è un giretto che faccio sempre volentieri. ?Ecco il tubo delle Pringles! Possibile che ne siano avanzate dall'altra sera? Si! È pieno per metà!". Me ne infilo in bocca a quattro per volta: il modo migliore per gustarle. "Mmmmh! Buone! Non sono patatine ma sono proprio buone! Anche se forse è meglio non indagare su di cosa sono fatte...". Apro il frigo e mi verso un bicchiere di latte freddo. Il gusto dolciastro del latte sulla lingua salata e impastata di Pringles mi fa impazzire. Chiudo il frigo e la cucina torna ad assopirsi nella sua quieta penombra, fiocamente illuminata dalla piccola luce incassata nella cappa sopra ai fornelli. Altre quattro Pringles e altro sorso di latte freddo e un?altra auto che sfreccia nella notte fuori dalla finestra. E non gira un filo d?aria.
Rotonda Lazzaroni. La Lazzaroni con i suoi biscotti in pratica non esiste più da anni; sopravvive la sua fama, relegata in una porzione di un capannone poco prima dell?incrocio, dove c?è rimasto uno spaccio che si fregia dell?insegna con il glorioso logo della storica azienda. Ma questa per tutti resterà per sempre la Rotonda Lazzaroni, nonostante oggigiorno l'edificio più evidente sia un grosso supermercato Esselunga.
Non ci sono auto in transito verso l'autostrada. Qui il semaforo è ancora acceso. Rosso. Mi sento un po' scemo a star fermo qui da solo senza vedere arrivare nessuno da qualsiasi strada incroci in questo punto, ma ligio al codice resto obbediente ad attendere il verde.
Consumo il mio spuntino notturno affacciato alla finestra, sperando inutilmente di scorgere un movimento nelle fronde degli alberi del viale, un segno che faccia sperare in una bava di vento caldo che almeno smuova l?aria. Niente. Nell?alone dei lampioni soltanto l?isterico svolazzare di ottuse falene.
Non sono più da solo a vagare in questo pianeta. Dritto in fondo davanti a me le luci rosse di veicoli fermi a lato strada, subito prima di un incrocio regolato da un semaforo spento che lampeggia giallo a intermittenza. Rallento. Due auto in sosta, gente che chiacchiera. Dalla sinistra arriva una luce: è una moto che mi fa un lampo col fanale e rallenta. La precedenza è mia. Faccio in tempo a vedere che è una Vespa prima di superare l?incrocio e passare oltre. Nello specchietto vedo la Vespa che svolta e mi segue prendendo la mia stessa strada. Rallento di poco e mi sposto a destra. L?altro capisce l?invito e si affianca: ci guardiamo sorridendoci. Anche la sua Vespa è un PX di vecchio tipo come il mio. Non saprei che cilindrata. È grigio metallizzato, apparentemente in buono stato per quel che posso capirne di notte, viaggiando. Il tipo è più giovane di me, con un lungo pizzetto che gli da un'aria fricchettona. Porta un casco a scodella di un colore scuro che non riesco a distinguere, con disegnate delle margherite bianche stilizzate. Dal caschetto spuntano capelli lunghi e mossi. Ha la faccia pallida forse per l?effetto della luce del contachilometri che la rischiara dal basso, sinistramente. Ha uno zainetto sulle spalle, un?ampia maglietta, pantaloni jeans e sandali, che mi confermano l'impressione freak che ho avuto all'inizio. Ho tempo di notare tutte questi particolari perché il tipo continua a viaggiarmi a fianco, alla mia stessa velocità. Continua ad osservarmi insistente, senza quasi voltarsi a guardare la strada, con un?espressione che mi suona beffarda, che non saprei definire. Rallento per farmi sorpassare ma rallenta anche lui restandomi al fianco. ?E questo che cazzo vuole??. Non sono un tipo da gare per strada, tanto meno con gli sconosciuti. Accelero un po? per vedere che fa... accelera anche lui ed è sempre lì, affiancato, con la testa girata a fissarmi senza guardare la strada. Non so cosa pensare: non è che mi senta minacciato ma la situazione è strana. La strada è deserta, sono tranquillo ma non al punto di fermarmi per fare conversazione e così accelero di più, allungando in avanti di qualche metro. Si vede che l'ho colto alla sprovvista perché adesso è dietro. Imposto l?entrata tranquilla in una rotonda e vedo il suo fanale avvicinarsi nello specchietto, così uscendone scalo una marcia aumentando bruscamente la velocità. Adesso è dietro... nello specchietto vedo solo la luce del suo abbagliante che ne riempie la visuale... apro tutto: ormai siamo in gara!
Pringles finite. Mi sciacquo la bocca con l?ultimo sorso di latte e ripenso al tizio in Vespa incontrato mentre tornavo a casa. Dove si sarà infilato per sparire a quel modo? Devo avere ancora nelle vene tracce di adrenalina per quell?esaltante folle corsa notturna: ?Sarà per quello che adesso non ho sonno??.
La strada è tutta nostra. Mi abbasso di poco per stare dentro la sagoma del parabrezzino e chiudo i gomiti alla ricerca della migliore impostazione di guida. Altra rotonda: piega a destra, curvone a sinistra e di nuovo piega a destra per riprendere la strada principale. Ci muoviamo all?unisono viaggiando "a trenino" praticamente alla medesima velocità. Non so lui ma io sono a chiodo, con il gas aperto a fondo corsa. Percorriamo un lungo tratto rettilineo e ce l?ho sempre dietro, in scia, sempre più vicino fino a che si allarga affiancandomi da destra e mi sorpassa. ?Bastardo! A destra non vale!? penso, ma poco più avanti c?è l?ennesima rotonda e deve rallentare per impostarne la traiettoria. ?Allora? Ti piace il gioco sporco? Bene!? In genere sono un tipo che viaggia tranquillo e non so bene cosa mi abbia preso... fatto sta che vedendo la strada deserta a parte noi due, arrivando alla rotonda anziché girarci attorno sulla destra la prendo contromano da sinistra. Il giro da quella parte per riprendere la provinciale è più breve e così grazie a questa mossa mi ritrovo di nuovo in testa anche se solo di qualche metro, ma sono già lanciato quando lui sta ancora uscendo dalla curva.
Non è che ho fame, è che non sono ancora soddisfatto. Passo nuovamente in rassegna il contenuto dei pensili per vedere se si materializza qualcos?altro. Nutella! Quando la mangio al volo dal vasetto la cosa migliore per me è usare un coltello da frutta, di quelli che non tagliano per intendersi. Rigiro la lama nella crema e quando ne ho raccolta abbastanza la infilo in bocca ritirando poi la lama tra le labbra strette, in modo che ne esca perfettamente ripulita. Due, tre volte, non di più perché dopo stucca. Apro sul tavolo il giornale di domenica, rimasto in giro nonostante manchi poco a vedere spuntare l?alba di mercoledì, e mi metto a sfogliarlo. Nel silenzio della notte il rumore delle pagine che girano sembra un frastuono.
Mi appiattisco più che posso lungo questo nuovo tratto rettilineo, esaltato da questa corsa fuoriprogramma, impegnato al massimo, incoscientemente incurante del rischio. Non so per lui, ma per me la gara sta per finire. Un po? più avanti svolterò a sinistra lasciando la provinciale: per me il traguardo è quell?ultimo semaforo lampeggiante. Viaggio a cannone in mezzo alla strada, tenendomi esattamente lungo la linea bianca di mezzeria, con lui sempre dietro in scia a pochissimi centimetri, che si apre a sinistra e a destra senza decidersi a superarmi: è come se anche lui avesse capito che quel semaforo sarà il nostro traguardo. Abbasso la testa completamente, alla ricerca della massima penetrazione aerodinamica. Non guardo neanche più la strada che è deserta, dritta davanti a me. Nello specchietto lo vedo arrivare da sinistra. Ho paura che se forzo ancora un po? la manopola del gas finirà per restarmi in mano! A testa bassa mi lancio negli ultimi metri della nostra folle corsa, certo di vederlo affiancarsi e sorpassarmi, ma io non mollo di un millimetro. Eccomi al semaforo! ?Ce l?ho fatta! Non mi ha
passato!?. Chiudo il gas rallentando decisamente per farlo affiancare. Butto un occhio allo specchietto ma non lo vedo. Mi giro. Non c?è nessuno: la strada dietro di me è deserta e l?unico segno di vita è il semaforo del nostro traguardo che lampeggia ormai lontano. Un istante fa sentivo chiaramente il rumore del suo due tempi che mi ruggiva dietro il copino e adesso non c?è più. Sparito. Penso che forse si sarà infilato da qualche parte, tra qualche casa. Peccato, dopo quella galoppata sarebbe stato bello almeno scambiarsi due parole.
Con un andatura decisamente più tranquilla percorro solitario gli ultimi chilometri fino a casa.
Durante la settimana non prendo mai il quotidiano locale perché finirei per non avere nemmeno il tempo di aprirlo. La Domenica invece lo compro sempre anche se spesso non riesco a leggermelo con calma, per bene. Ora ne sfoglio le pagine distrattamente, leggendo i titoli e cercando qualche articolo che ancora non ho letto... e mi sento una merda. Questa notte tornando verso casa ho rischiato inutilmente e stupidamente la vita e adesso leggo un titolo: ?Oggi i funerali del giovane centauro di Tradate... il ragazzo di ventitré anni era deceduto giovedì scorso a causa delle ferite riportate nell?incidente con un furgone che lo ha investito mentre viaggiava in sella (ironia della sorte!) proprio di una Vespa. Poi non riesco più a leggere nient?altro. C?è una foto della scena dell?incidente. La Vespa, un PX chiaro è per terra. Accanto, sull?asfalto, un casco a scodella, scuro... decorato con delle margherite chiare. C?è anche la sua foto, una faccia sorridente e spensierata, capelli mossi e un lungo pizzetto che gli da quell?aria... fricchettona...
------------- * -------------
... in pratica la versione vespistica della celebre leggenda metropolitana dell'autostoppista fantasma. Ringrazio tutti quelli che sono arrivati a leggere fino in fondo e se vi è piaciuto postatemi due righe per dirmelo, che mi fa sempre piacere. Anzi, postatemele anche se non vi è piaciuto!
Lorenzo 205


Citazione
Discussione suGli Appennini non finiscono mai


Luca scrive:
oggi ho fatto un altre esame spettacolare
Fra' scrive:
cosa
Luca scrive:
cioè, ho rifatto spettacolo ad un esame
Fra' scrive:
quale
Luca scrive:
biologia molecolare
Fra' scrive:
cosa hai combinato
Luca scrive:
sai com'è, ultima fila, il professore da solo, quello dietro con il compito uguale,
Luca scrive:
mi sono girato a chiedergli una cosa
Luca scrive:
e il professore: "Ei lei!"
Luca scrive:
mica starà parlando con me, mi sono girato solo un secondo cazzo
Luca scrive:
"Si si, proprio lei Con il maglione grigio"
Luca scrive:
sono salvo, è blu!
Luca scrive:
"non faccia lo gnorri!"
Luca scrive:
"Mi scusi, ma sta parlando con me?"
Luca scrive:
"Si alzi in piedi"
Luca scrive:
cazzo mi ritira il compito, bastardo non ti azzardare
Luca scrive:
"Venga un po' qui da me che facciamo 2 chiacchiere"
Luca scrive:
spero che non mi inviti a cena perchè gli puzza l'alito
Luca scrive:
arrivo da lui alla cattedra
Luca scrive:
"Senta.......................................................(10 secondi lunghi come 10 minuti) si vuole sedere qui o preferisce la prima fila"
Luca scrive:
"Ma guardi.... la ringrazio ma non vorrei creare invidie tra i miei compagni, scelgo la prima fila"
Fra' scrive:
sei un coglione
Luca scrive:
mi siedo, bestemmio, mi tocco la mandibola (che da tre giorni mi fa un male cane)
Luca scrive:
"La sto annoiando?"
Luca scrive:
"Continua a sbadigliare!!"
Luca scrive:
"no, è che mi fa male l'angolo della mandibola, non so se è mal di denti o mio fratello che sta facendo la patente"
Luca scrive:
"tira di quelle inchiodate !!"


Fra' scrive:
esame di istologia
Fra' scrive:
ero andata in uni ad assistere ad un appello
Fra' scrive:
poco prima dell'inizio dell'appello
Fra' scrive:
arriva il nostro sig mondello
Fra' scrive:
tutto frettoloso
Luca scrive:
l'abbiamo presa larga eh
Fra' scrive:
e vestito di arancione
Fra' scrive:
sembrava un omino dell'anas
Fra' scrive:
mi trascina nel bagno
Alka scrive:
luca eri in tuta??
Luca scrive:
(ero rientrato alle 8 quando avevo il treno alle 8.20, speravo di riuscire a cambiarmi in treno
Fra' scrive:
....ehm...posso?!
Luca scrive:
prego prego, ci mancherebbe
Fra' scrive:
....dicevo!?.....ah...ci sono...
Luca scrive:
il bagno
Alka scrive:
(luca: cercavi di beccare col fascino della divisa, dì la verità )
Fra' scrive:
mi trascina nel bagno.......e mi costringe ad assisterlo nel suo spogliarello
Luca scrive:
avevo già colpito, questa donna è MIA
Luca scrive:
(fascino ANAS?)
Fra' scrive:
tua.....loro!!!!!
Alka scrive:
luca in mutande... uno spettacolo che non manca nemmeno a me ora
Luca scrive:
EI?
Fra' scrive:
è bellino....sai?!
Fra' scrive:
la mutanda lo fa molto sexy terron
Alka scrive:
lo so lo so
Fra' scrive:
allora
Fra' scrive:
dicevo
Fra' scrive:
si cambia
Fra' scrive:
insacca la tuta nello zaino
Fra' scrive:
e ci appropinquiamo all'aula
Fra' scrive:
fatto l'appello
Fra' scrive:
aspettiamo il suo turno pregando padre pio affinché interceda con la madonna
Fra' scrive:
chiedo a luca se si sente preparato
Fra' scrive:
e lui:
Luca scrive:
IO SONO L'ISOLOGIA
Alka scrive:
(padre pio e la madonna... raccomandazioni elevate eh?! )
Luca scrive:
lei, io no
Fra' scrive:
"ho studiato ieri sera per preparare l'esame di introduzione alla biologia della cellula" (ci tengo a far notare che l'esame che doveva sostenere in quel momento era quello di istologia!!!!, e non quello di introduzione)
Fra' scrive:
vabbè
Luca scrive:
ei, capita a tutti di sbagliarsi
Fra' scrive:
arriva il suo turno
Fra' scrive:
e la madonna si fa sentire
Fra' scrive:
lo fa capitare con l'assistente, molto più comprensiva e meno caina della docente
Fra' scrive:
si siede tra i banchi
Fra' scrive:
e io mi posiziono dietro alla povera malcapitata
Fra' scrive:
così da sentire bene tutto
Fra' scrive:
prima domanda
Luca scrive:
arpia
Fra' scrive:
gli fa vedere una foto di un tessuto
Fra' scrive:
e lui ci azzecca a culo
Luca scrive:
come al solito
Luca scrive:
anche a brescia il vetrino l'ho imbroccato a culo
Fra' scrive:
e da li la catastrofeeeeeeeeee!!!!!!!
Alka scrive:
cioè?
Luca scrive:
hi hi hi hi h
Fra' scrive:
la povera donna ha l'ardire di chiedergli di descrivere l'ASSONEMA
Fra' scrive:
e lui
Alka scrive:
(...ho paura)
Luca scrive:
fai bene
Fra' scrive:
".....sssì.....allora.....l'assonema (continuava a lanciarmi occhiate disperate)"
Alka scrive:
tipo Fantozzi con Franchino sulla spiaggia?
Fra' scrive:
"...dicevamo....allora...bhè..."
Fra' scrive:
e se ne esce con un:
Luca scrive:
L'ASSONEMA! certo
Fra' scrive:
"L?assonema è la parte finale del Neurone"
Fra' scrive:
vedo la poveraccia affloscisrsi sul banco
Fra' scrive:
lo guarda perplesso
Alka scrive:
noooo
Fra' scrive:
e le dice:
Luca scrive:
si, cioè, è la parte iniziale del neur... no!
Fra' scrive:
"......no?!....non centra il neurone?!"
Fra' scrive:
e lei:
Fra' scrive:
allora sig mondello
Fra' scrive:
mi disegni un ciglio
Fra' scrive:
Fra' scrive:
ti sembra un ciglio quello
Fra' scrive:
?
Luca scrive:
beh si, è più corto di un capello
Alka scrive:
uah uah uah
Fra' scrive:
poi la povera malcapitata gli chiede di disegnargli delle ciglia
Fra' scrive:
e lui:
Fra' scrive:
Fra' scrive:
(non ci credo ancora)
Fra' scrive:
L?occhio divino!!
poi lei inizia ad urlare:
Fra' scrive:
"MONDELLOOOO.....MONDELLOOOO!!!!"
Fra' scrive:
e giù con 20 minuti di cazzate sul ciglio
Fra' scrive:
intervallate dal solito ritornello:
Fra' scrive:
"MONDELLOOOO....MONDELLOOOO!!!"
Fra' scrive:
ripetuto a mani giunte
Fra' scrive:
dalla poveraccia
Luca scrive:
mi metteva in agitazione
Alka scrive:
mondello mondello!
Fra' scrive:
io volevo scoppiare a ridere
Fra' scrive:
la faccia di ronzo di luca era da fotografare
Fra' scrive:
ops
Fra' scrive:
volevo dire bronzo
Luca scrive:
come fai a fare un esame quando dietro la professoressa c'è una tutta rossa che soffia?
Fra' scrive:
ad un certo punto la tizia gli dice:
Fra' scrive:
"ok...basta"
Fra' scrive:
e lui:
Fra' scrive:
"ok...l'ho passato? quanto mi da?"
Fra' scrive:
e lei:
Fra' scrive:
"no mondello!....lei mi è proprio simpatico, mi farà piacere rivederla a giugno!"
Fra' scrive:
era da riprendere
Fra' scrive:
cose da pazzi
Alka scrive:
luca non si smentisce mai!
Luca scrive:
anche botanica non è andato male
Fra' scrive:
si ma li io non ero presente
Luca scrive:
nives non mi ha parlato per una settimana




Università Brescia
Chi dorme... | ....Non piglia 30 | psicologia | che bella ronfata | |||
se non ci fosse uno stronzo che fa le foto. | cappellino alla moda | mani magre | Noia ad anatomia | |||
Selvaggio | pensa positivo |


Università Milano
Morandi Sprizza vitalità | Bruna fa i calcoli | e non gli vengono perchè c'ha messo l'acqua | Acqua + Acido Solforico = Scoppio Provetta | |||
Magia | Allegria! | Già brilla alle 6? | Che Faccia da.... Baci | |||
Dumbo | Dumbo Giulia |


Elenco Raid VOL
2° Raid Delle Aquile
700 Km 8 passi alpini
800 Km, 6 passi alpini
1° Raid Del Granducato Di Toscana
1800 Km, tante curve e tanti amici
2° Grande Raid Delle Dolomiti
1400 Km, 18 passi alpini


Elenco Raid Vespa Club
180 Km tra i bellissimi paesaggi del lago di Garda ed Idro

